PREMIO ALBEROANDRONICO

                                                                          
                                                                         Il presidente Pino Acquafredda


CAMPIDOGLIO SALA PROTOMOTECA

Roma, 6 feb ‘08 - Premio di poesia e narrativa Alberoandronico 2007: 600 concorrenti che sono lo specchio dell’Italia che scrive. Da una piccola Associazione culturale, sociale e sportiva nata a Roma “sotto il segno di un Albero”, un successo internazionale.

“Le opere provengono da tutte le Regioni d’Italia, da quasi tutte le Province e da Inghilterra, Austria, Germania, Grecia, Svizzera, Romania, e Stati Uniti.  Da una idea quasi di territorio il Premio ha assunto carattere internazionale ed intergenerazionale essendo state coperte tutte le fasce di eta’ dagli 8 ai 92 anni”, dichiara il Presidente dell’Associazione Pino Acquafredda”.

Importanti sorprese dal lavoro di una Giuria altamente qualificata: libri autoprodotti da una scuola elementare  al vertice della classifica accanto ad Autori di rilievo, racconti su temi di attualità che potrebbero diventare sceneggiature da film, la nostra lingua che si impone come mezzo di espressione artistica anche di poeti di madrelingua non italiana.

E’ così rappresentata un’Italia che non sembra riflettersi nell’indagine del Censis effettuata nel 2000, secondo cui il 34,6% della popolazione italiana è affetta da analfabetismo funzionale che rende altamente problematico e in molti casi impossibile l’inserimento pieno dei cittadini nella vita sociale e nei dati Istat del 2006, in base ai quali il 21% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età è in possesso della sola licenza media contro il 15% della media europea a 25.
Le competenze linguistiche, secondo questi studi, sono dunque possedute solo da una parte della popolazione che può avere pieno accesso ai circuiti culturali, formativi, lavorativi e sociali.

“E’ la lingua che fa uguali”, sosteneva Don Milani. E’ il pieno possesso della lingua, infatti, il mezzo da lui individuato per colmare le disuguaglianze ed è nelle difficoltà linguistiche che risiede il principale ostacolo al raggiungimento del diritto costituzionale all’uguaglianza dei cittadini.
 
                                                                


La ricchezza e la varietà del repertorio linguistico  dell’Italia  mette a disposizione dei singoli e delle comunità una grande quantità di strumenti, risorse semiotiche e linguistiche. Il premio letterario, dunque, ha anche la funzione di dare lustro e nuovo spazio a questa nostra lingua e alle sue possibilità di utilizzazione. L’esempio della scuola di Nardò in provincia di Lecce ne è una prova lampante. Le loro opere vagliate dalla Giuria sono la realizzazione di un progetto portato avanti da piccoli allievi della scuola elementare guidati da validi insegnanti  i quali non nascondono che i “piccoli Autori ancora incerti restavano sorpresi di se stessi e delle loro capacità di esprimersi davanti ai compagni, di inventare, di parlare e di scrivere correttamente”. I  loro due libri sono ai primi posti della  classifica non lasciando spazio a dubbi sulla trasparenza minata a volte, in altre sedi, da “influssi esterni”.
I giurati, non in contatto fra loro durante il lavoro di valutazione delle opere, hanno redatto, per ogni Autore, una scheda di valutazione articolata su tre principali parametri: correttezza del linguaggio, originalità ed un voto complessivo giustificato da un commento. 
“La lingua permette all’uomo di orientarsi in un mondo di sconosciuti, in un mondo di relazioni che, altrimenti, sarebbe insopportabilmente opaco”, dice ancora il Presidente dell’Associazione e conclude “La seconda edizione del Premio sarà  ancor di più palestra di nuovi talenti”.
Nell’ottica di salvaguardare e promuovere il nostro patrimonio di conoscenze anche attraverso la lingua italiana, per creare una nuova “molteplicità interrelata” dove diventa valore la comunicazione tra popoli e culture per la crescita inclusiva, il Premio letterario si fa promotore delle direttive della Sezione 5 art. III-282 del Trattato di Costituzione per l’Europa e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.