Gaddura Poesia e Cantu
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Gianfranco Garrucciu, intitola questa sua prima raccolta, In cilca di l'assentu, alla ricerca di quella pace interiore che evoca la "profondissima quiete". Solo la fine della vita da un senso alla vita. E il sapere sulla vita è quello proprio della poesia. Quello trasmesso dai padri ai figli con l'esempio di una vita onesta e di una coscienza pulita. Per questo il poeta rin­grazia il padre: "A babbu ch'è statu nai / in fammi 'idé lu mundu / e gjugn'àttimu sigundu, / comu si mai e mai , / m'è statu dulci e grai / ill'ànimu prufundu / fundu di 'ita antica / tricu di bona spica". Spesso mi sono chiesto quale sia la lezione che la poesia sarda, e quella gallurese in particolare, voglia consegnare alle generazioni successive. La contemplazione della natura aiuta certamente a capire l'esistenza in relazione al tempo infinito e allo spazio infinito ma anche in rapporto alle emozioni che tentano di renderla accettabile. Il poeta è fiero di appartenere a una tradizione poetica forte e vitale che sa unire la musicalità del significante alla profonda severità del significato che sa aiutare gli uomini a divenire saggi e a valorizzare le poche gioie che la vita può offrire. Le analogie e le metafore di Garrucciu rinviano continuamente al tempo, sia alla lunga durata sia al tempo soggettivo, al manifestarsi della energia della vita e alla fatica di mani operose che mettono in relazione gesti, creature e oggetti dando loro un orientamento di senso secondo il distillato di un sapere antropologico che discende da una civiltà millenaria. I suoi versi, con effetti fonosimbolici, inattesi e straordinari, sanno gratificare e avvincere il lettore.

                                                                                        Nicola Tanda

" IN CILCA DI L'ASSENTU "

Raccolta di poesie in lingua Gallurese

( con traduzione letterale a fronte a cura dell'autore )

 

 

Luglio 2006


  Gianfranco Garrucciu

gianfrancogarrucciu@tiscali.it